Putin ripete che l’Ucraina è un “errore amministrativo” e che chi parla russo deve essere russo. Ma se fosse vero, perché la guerra non è finita in tre giorni? La risposta è in un paradosso storico che Mosca non aveva calcolato. Insieme allo storico Simone Attilio Bellezza, smontiamo la mappa mentale del conflitto. Scopriremo perché parlare russo a Kyiv non significa fedeltà al Cremlino (esattamente come parlare italiano a San Marino non nega la loro indipendenza). Analizzeremo il “caso Donbass”: un’identità fondata sulle miniere e non sull’etnia, manipolata dai servizi segreti. E affronteremo il tema più spinoso: Stepan Bandera. Com’è possibile che una figura controversa e legata a ideologie violente sia diventata simbolo di libertà? Spoiler: è colpa della propaganda sovietica.